In ogni parte del mondo civilizzato si può uscire da casa e vedere nel cielo le scie di aerei, magari le vedete in continuazione e non ci avete mai fatto caso. Ma cosa sono e di cosa sono fatte? Sono definite scie chimiche (in inglese chemtrails) alcune scie di condensazione che, secondo l’omonima teoria del complotto, presenterebbero caratteristiche apparentemente anomale. Tale teoria, tuttavia, non è mai stata accolta, e in diverse occasioni è stata ampiamente smentita, dalla comunità scientifica in quanto priva di riscontri oggettivi
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La teoria delle scie chimiche non deve essere confusa con la tecnica detta cloud seeding (inseminazione delle nubi), che consiste nello spargere ioduro d’argento sulle nubi per stimolare le precipitazioni piovose.
Le scie di condensazione sono strisce nuvolose inizialmente sottili che, successivamente, si allargano formando ampi nastri che si sfioccano lateralmente. Esse sono generate dal passaggio di aeromobili, sono costituite da prodotti di condensazione e solidificazione del vapore acqueo e vengono suddivise in:
- scie di gas di scarico
- dovute al rapido raffreddamento dei gas di scappamento dei motori, i quali immettono nell’atmosfera, già molto umida, una quantità di vapore acqueo e nuclei di condensazione sufficienti a provocare il fenomeno. La temperatura dell’aria più favorevole è quella compresa fra i -25 °C ed i -40 °C. Esse sono le più persistenti.
- scie di convezione
- dovute ai moti convettivi che si manifestano sulla scia dell’aereo quando questo vola in aria molto umida e instabile. La temperatura dell’aria più favorevole è quella compresa fra 0 °C e -25 °C. Non si manifestano immediatamente dietro l’aereo, occorrendo un certo intervallo di tempo prima che l’aria calda immessa nell’atmosfera si porti al livello di condensazione.
- scie di origine aerodinamica
- dovute all’espansione dell’aria, provocata dal veloce moto di un aereo, quando vola in atmosfera molto umida. La temperatura dell’aria più favorevole è compresa tra 0 °C e 10 °C. Esse sono le meno persistenti.
Secondo la NASA «le scie di condensazione si formano solitamente ad alta quota (generalmente al di sopra degli 8000m), dove l’aria è estremamente fredda (generalmente al di sotto di -40°C). Altri [tipi di] nuvole si possono formare ad altitudini molto varie, dalla prossimità del suolo, come la nebbia, a quote estremamente elevate, quali quelle dei cirri.»
I sostenitori di queste teorie sottolineano generalmente che esse apparirebbero diverse dalle normali scie di condensazione, delle quali non avrebbero la consistenza e le proprietà note. In particolare, le scie chimiche tenderebbero a persistere più a lungo, allargandosi piano piano invece di scomparire. Generalmente ritengono che siano formate da sostanze chimiche (anche di tipo biologico) rilasciate su aree popolate per qualche motivo complottistico. La motivazione più di frequente ipotizzata dai sostenitori di tali teorie è il tentativo di modificazioni climatiche. Altre motivazioni ipotizzate chiamano in causa esperimenti governativi o militari, attacchi terroristici, operazioni di corporazioni private, tentativi di condizionamento tramite agenti psicoattivi o addirittura il tentativo di frenare l’esplosione demografica mondiale, eliminando quattro miliardi di persone.
In un articolo dal titolo The Chemtrail smoking gun di Bruce Conway, si suggerisce che le scie chimiche siano l’implementazione di una strategia suggerita del 1992 dalla National Academy of Science, nello studio “Policy Implications of Greenhouse Warming; in particolare, riguarderebbero un progetto segreto per mitigare il riscaldamento globale.
La teoria delle scie chimiche apparentemente è stata elaborata nella seconda metà degli anni novanta, e ha subito trovato riscontri mediatici su programmi televisivi, radiofonici e su pubblicazioni riguardanti il cospirazionismo, nonché numerose interrogazioni parlamentari in diversi paesi, Italia inclusa. Stando a Jeff Rense, che con Art Bell conduce un programma radiofonico sui misteri “le scie chimiche inizialmente sembrano normali scie, ma sono più spesse e si estendono per il cielo in forma di X o #. Invece di dissiparsi rapidamente si allargano e si diramano. In meno di 30 minuti si aprono in formazioni che si uniscono tra loro formando un sottile velo di finte nuvole simili a cirri che rimangono per ore.”Molti sostenitori delle scie chimiche non sono economicamente in grado di condurre analisi sulle scie nel momento dell’emissione in volo, tuttavia un ingegnere statunitense da anni dedito alla questione, Clifford E. Carnicom, sostiene di aver analizzato campioni di aria raccolti al livello del suolo in seguito ad operazioni di rilascio di scie chimiche. Egli ha affermato di aver trovato alluminio e bario in queste polveri, che sarebbero state ottenute tramite precipitazione elettrostatica. Queste affermazioni non hanno avuto alcun riscontro, in quanto Carnicom non ha mai messo a disposizione di istituzioni terze i campioni, né ha esposto i metodi con cui avrebbe svolto le prove.Le scie chimiche sono menzionate anche nello Space Preservation Act del 2001, presentato dal rappresentante del Congresso Dennis Kucinich, dove compare in una lista di “sistemi d’arma esotici” da bandire. I sostenitori della teoria presentano questa lista come un “riconoscimento ufficiale” della possibilità di un tale sistema d’arma, in quanto il termine è effettivamente presente in questo documento ufficiale del Congresso statunitense. Il riferimento alle scie chimiche non era però presente nella versione definitiva presentata da Kucinich nel 2002 e nel 2003. Secondo voi quale è la verità?